CALEIDOSCOPIO: dal greco, kalos (bello), eidos (figura)
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Così chiamò lo scienziato Brewster a Edimburgo
lo strumento da lui inventato nel 1814 e reso noto nel 1817
Il gioco consisteva nell'osservazione dell'effetto ottico creato
da due specchi uniti al vertice che formando un angolo,
determinavano la moltiplicazione simmetrica dell'immagine
di un soggetto posto tra essi. Il principio degli specchi inclinati
era gia stato spiegato da Giambattista della Porta, Napoli, nel secolo XVI.
Altre varianti furono realizzate: l' "Ideador" di Rupprecht (Norimberga, 1814),
il "Debuscopio" di Debus (Assia 1860), il "Cromatoscopio" (Parigi,1861) ed il "Tiposcopio" di Emsmann (Stettino)
FIGURA:
rappresentazione grafica dei primi caleidoscopi enciclopedia
BROCKHAUS KONVERSATIONSLEXIKON
13a. edizione, Lipsia, 1882
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COSTRUZIONE DEL CALEIDOSCOPIO:
Ci sono diversi modi di ideare e realizzare questa fantasia di luci, forme e colori.
Lo spiegheremo partendo dalla nostra conoscenza da artigiani che da più di vent’anni,
giorno dopo giorno, cercano di dare il meglio di sè costruendo caleidoscopi di alta qualità.
Iniziamo dal vetro, dalle sue trasparenze, colori e trasformazioni e da una scatola
di montaggio, caleidoscopio fai da te -non più in produzione- e che consente di ottenere sia un
caleidoscopio classico che un caleidoscopio d’ambiente (ottica fissa).
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Le istruzioni:
La scatola contiene:
1 tubo metallico
1 cartone fustellato
3 lastrine di specchio
2 anelli copritubo
3 vetri tondi trasparenti (1 di ricambio)
2 vetri tondi opachi (1 di ricambio)
1 rondella
1 lente
1 anello distanziatore
1 set di vetri colorati
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Istruzioni per il montaggio
a) Costruzione della camera ottica
- piegare il cartone fustellato lungo le linee
premarcate e chiudere con nastro adesivo (fig 1)
- togliere la pellicola protettiva delle lastrine di specchio e
inserire le strici nel cartone con la superficie lucida rivolta
verso l’interno come indicato dalla fig
- applicare la rondella adesiva su un vetro tondo trasparente
- introdurre nel tubo il prisma di specchi e la rondella;
chiudere con l’anello copritubo
b) Caleidoscopio classico:
Dal lato aperto del tubo inserire un vetro tondo
trasparente, quindi l’anello distanziatore, riempire con vetri colorati
ed infine chiudere con un vetro tondo opaco ed anello copritubo.
c) Caleidoscopio ad ottica fissa: procedere come indicato in a); dal lato
aperto del tubo inserire l’anello distanziatore e lente ottica;
chiudere con anello copritubo.
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Fin qui il vecchio caleidoscoio fai da te, vediamo addesso alcuni altri
componenti con speciale attenzione alla
Lavorazione artistica del vetro
nelle parti interne del caleidoscopio. I materiali esterni, carta, pelle,
ottone e legno, potete osservarle nelle photo presenti in questo sito.
- I “vetrini”: questi importanti componenti sono ottenuti uno ad uno, partendo
da “canne” di vetro di Murano e lastre di vetri artistici: antichi, opalescenti e iridescenti
I vetri vengono modellati per lavorazione a lume per ottenere quelle caratteristiche
di luminosità, trasparenze, forme e colori che concorrono alla belleza dei ns. caleidoscopi.
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anche le sfere e i dischi sono ottenute
con la stessa lavorazione a caldo
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dopo avere dato forma alla materia, i vetri completano la loro trasformazione nei forni di ricottura e tempera
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gas propano e ossigeno alimentano la fiamma fino a 1200°
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forno per tempera del vetro a 550° e fusione a 850°
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- Le lenti: le ns. lenti, altra componente di primaria importanza per una veduta caleidoscopica ottimale, sono
prodotte in Italia.
- lenti oculari (anteriori, d’ingrandimento): impieghiamo lenti PCX (piano-convesse) sia in vetro che in metacrilato,
con particolare attenzione al raggio di curvatura e alla lunghezza focale che, sapientemente calibrate, conferisocono la
giusta convergenza della luce e necessario ingrandimento per la realizzazione dell’imagine.
- lenti obiettivo asferiche: nate per evvitare il fenomeno della distorsione dell’immagine; adoperiamo questo
particolare tipo di lente nella costruzione dei caleidoscopi d’ambiente (ottica fissa) Esse hanno il compito di catturare le
immagini del campo visivo e devolverle allo strumento che produce la “veduta caleidoscopica”
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Il prisma
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Lente asferica montata su sferoscopio
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- Gli specchi: arriviamo qui al cuore dei caleidoscopi, questi “mentitori” capaci di farci emozionare con le loro caottiche illusioni.
non staremo a ripercorrere gli studi che i ns. antenati greci alla ricerca della fisicità dell’anima, cinesi ed egiziani compirono
nell’antichità nè tantomento i poteri magici atribuiti a queste superfici metalliche lucide. (primo per tutti lo specchio d’acqua).
diremo però che gli specchi industriali come li conosciamo, cominciarono a prodursi già nella seconda metà dell’800.
Agli inizi tale lavorazione consisteva basicamente nella spalmatura di una soluzione di argento liquido (nitrato d’argento)
su una delle superfici della lastra di vetro, poi protetta per evitarne l’ossidazione. Oggi i normali specchi usati per arredamento
non si discostano più di tanto e continuano ad essere ricavati da lastre di vetro sul retro delle quali viene deposto un sottile stratto
metallico talvolta diverso dell’argento. (rame, alluminio, ecc).
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campana per la deposizione dei metalli in alto vuoto
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per la costruzione invece di apparecchi ottici e scientifici,
dai telescopi agli strumenti medicali, si impiegano particolari
specchi ad alta riflettività, denominati specchi frontali
(front surface mirror). questi specchi ottici devolvono
un’immagine pressoché uguale al soggetto e si ottengono
non più nella tradizionale cuba elettrolitica ma i metalli
passano dallo statto solido ad un altro gassoso per
essere nello stesso tempo depositati sulla lastra di vetro.
Gli specchi da noi impiegati nella costruzione dei
caleidoscopi Aleph, sono di quest’ultimo tipo, ed
è la congiunzione di tutti quanti i componenti sopra descritti
che genera sorprendenti immagini di elevata nitidezza
ed altrettanta bellezza.

immagine caleidoscopica
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DOPO QUANTO TI ABBIAMO RACCONTATO SENZA MAI SCORDARE CHE, ALMENO PER NOI, IL CALEIDOSCOPIO E’
( E RESTA) UN GIOCO. FU GIOCANDO NEL NS. LABORATORIO DI VETRATE D’ARTE CHE PIU DI VENT’ANNI FA
COMPARVE IL PRIMO CALEIDOSCOPIO ALEPH.
VOGLIAMO ANCHE DIRTI CHE CREDIAMO NON ESISTA ALCUN OGGETTO, E CERTAMENTE NEANCHE QUESTO,
IN GRADO DI SOSTITUIRSI ALLA TUA IMMAGINAZIONE, FANTASIA E CREATIVITA.
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“L’Aleph?” ripetei.
“Sì, luogo dove si trovano, senza confondersi
tutti i luoghi dell’orbe, visti da tutte gli angoli...”
Jorge Luis Borges, Buenos Aires, 1949
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INVETRO snc - Via Pascoli, 51 - 55048 Torre del Lago, Lucca
tel:, fax: 0584 340628, e-mail: invetro@caleidoscopi.it
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